di Marco Cagnotti
Non si esagera sostenendo che la grande rivoluzione degli ultimi cinque anni è rappresentata dagli smartphone. La potenza di calcolo fino a pochi anni fa intrappolata sulle scrivanie, o al massimo nella borsa del portatile, oggi sta tutta in una tasca. Insieme alla connettività: dal Web all’email, dai feed RSS fino ai filmati di YouTube, in qualsiasi momento possiamo collegarci col resto del pianeta. Che fare di tutto ‘sto bendiddio?
Quando l’alta tecnologia arriva alle masse, subito le masse se ne impossessano e la piegano ai propri interessi. Anche se sono di nicchia, come l’astronomia. Nicchia per nicchia, l’intersezione fra l’insieme “appassionati di astronomia” e l’insieme “fissati dell’iPhone” ha sviluppato alcuni pregevoli prodotti, praticamente tutti a prezzi molto modesti, com’è caratteristico del software distribuito attraverso l’App Store. Al massimo si arriva alla ventina di franchi svizzeri. Ma giù, nella fascia bassa, non mancano programmini più che dignitosi a costo zero. Segnalo in particolare Planets, prodotto da QContinuum, la piccola software house del canadese Dana Peters.

La prima schermata mostra la posizione dei pianeti sulla volta celeste. Toccando il simbolo di ciascuno si scoprono le ore di levata e di tramonto, l’azimuth e l’elevazione sull’orizzonte. Una bella pensata sarebbe stata metterci pure la percentuale di illuminazione lunare. E magari sfruttare la bussola incorporata nell’iPhone. Ma Planets ignora del tutto questa possibilità. Amen.

Incentrato sulla visibilità dei pianeti, nella sua versione più recente Planets non disdegna una seconda schermata tutta dedicata al firmamento nella sua interezza, fra l’altro caratterizzata da un’estrema ed eccellente fluidità di movimento. Il classico programma planetario, insomma. Non è possibile regolare la magnitudine limite, ma con i nostri schifosi cieli urbani e suburbani le stelle rappresentate sono più che sufficienti per orientarsi fra le costellazioni. Naturalmente bisogna ricordare che i pianeti, così come disegnati sulla mappa, non sono in scala. Anche qui, niente bussola. Ri-amen.

Altra schermata: la visibilità dei pianeti. Ecco, questa è utile davvero. In un colpo d’occhio c’è tutto. E’ ideale per farsi un’idea su cosa c’è in cielo e per quanto tempo. Cliccando poi su ciascun pianeta si ricava qualche informazione minima sulle sue caratteristiche fisiche: tipologia, raggio, massa, raggio orbitale, periodo di rotazione, lune, atmosfera… Insomma le solite cose, secche secche e senza approfondimento. Fa eccezione la Luna, della quale ci viene fornita la fase (finalmente), ma senza la percentuale di illuminazione (‘azz!). Planets dà inoltre le date delle prossime fasi principali (Primo e Ultimo Quarto, Piena e Nuova).
La quarta schermata è la più inutile: la ricostruzione dell’aspetto dei pianeti, con la possibilità di ruotarli. Grazioso, ma che ce ne frega? Senza i nomi almeno delle formazioni principali, rimane un esercizio fine a se stesso e di nessuna utilità per l’osservatore.

Infine, com’è ovvio, ci sono le opzioni di configurazione. Minimali e proprio per questo apprezzabili. Grazie al GPS incorporato nell’iPhone, Planets può configurarsi automaticamente sul punto di osservazione del telefonino. Il resto è banale. C’è però una grave mancanza: la possibilità (preziosissima!) di arrossare lo schermo durante le osservazioni notturne. Così, per quanto lo sfondo sia nero, l’osservazione notturna diventa uno strazio.
Nel complesso, Planets è un programma semplice che dà molto per quel niente che costa. Un ottimo inizio prima di passare a qualcosa di un più sofisticato e un pochino più costoso, come SkyGazer, per esempio.
Che cosa mi è piaciuto: il costo (ovvio!), la semplicità d’uso, la fluidità di movimento della mappa stellare.
Che cosa non mi è piaciuto: la mancanza (imperdonabile!) della possibilità di arrossare il monitor, l’inutilità delle mappe planetarie, il mancato sfruttamento della bussola incorporata.
Voto: 7/10