di Marco Cagnotti
Un’idiozia. Una cretinata. Una stupida superstizione. Sapete che c’è? Mi sono rotto. Non voglio più essere ben educato, gentile, rispettoso. Non voglio usare eufemismi o giri di parole per non esacerbare gli animi delicati. Perciò la dico così com’è: l’astrologia è un’idiozia. Punto. Oh, che sfogo!
Fermo lì, lettore oroscopo-dipendente! Non ti scaraventare subito sulla tastiera per esprimere il tuo sdegno e dichiararti offeso. Non ho detto che tu sei un idiota. Non mi permetterei mai di insultare te come persona. Ma per quella tua idea, anzi quella pseudo-idea, non ho rispetto. Quindi sì, lo ribadisco: l’astrologia è un’idiozia.
Quant’è presuntuoso, questo Cagnotti, vero? Quant’è dogmatico. Così sicuro di possedere la verità da poter denigrare le idee altrui. Beh, se è questo che pensi, sei del tutto fuori strada. Tanto poco io sono sicuro, che sono disposto in qualsiasi momento (bada, in qualsiasi momento: anche adesso!) a ribaltare la mia opinione, ad ammettere un influsso degli astri sulle vite umane. Dovrai però portarmi delle prove, degli argomenti razionali, non propormi vaghi discorsi fumosi su antiche e venerabili tradizioni. Le tradizioni non sono venerabili solo perché sono antiche. E l’astrologia è sì antica, ma rimane una cretinata.
Parliamo dunque delle prove a favore dell’astrologia. Il loro numero totale è zero. Non ce n’è neppure una. Neanche piccolina. Nemmeno un indizio. Niente di niente. L’astrologia è in totale, definitiva, insanabile contraddizione con l’immenso, elegante e coerente quadro dell’universo che abbiamo ricavato da 400 anni di ricerca scientifica razionale. Se l’astrologia funzionasse, la scienza sarebbe sbagliata.
“Ma magari la scienza è sbagliata, Cagnotti! E l’astrologia funziona. Perché non vuoi ammetterlo?”, mi chiedi. Nessun problema. Sono pronto ipso facto a buttare nel cesso tutto il sapere scientifico, se mi dimostrerai che trigoni, quadrature e tutto il rimanente ciarpame ha a che fare con la mia vita. Ma tu non puoi. Non c’è una sola verifica sperimentale delle capacità dell’astrologia, né nel campo della descrizione della personalità né in quello della predizione del futuro. Non nascono più militari o sportivi sotto il segno dell’Ariete che in quello dell’Acquario. Né preti o artisti o medici sotto quelli dei Gemelli o del Cancro.
Come dici? “Il segno non basta: l’astrologia richiede rigore e lunghi e precisi studi e…”. Frottole. Tutte frottole. Vatti a leggere “Nature”, vol. 318, pp. 419-425, 5 dicembre 1985: una ricerca fondamentale. Effettuata con astrologi professionisti, impegnati in un protocollo a doppio cieco e messi nelle migliori condizioni operative, avendo tutte le informazioni su luogo, data e ora di nascita, quindi potendo stilare il tema natale preciso dal quale ricavare poi la personalità dei volontari. Risultato: fallimento totale. Non ci hanno azzeccato meglio di quanto avrebbero fatto producendo descrizioni a caso. Ecco che cosa scrive Shawn Carlson, il fisico dell’Università della California autore della ricerca:
“Sono state prese grandi precauzioni affinché l’esperimento non fosse pregiudizialmente a sfavore dell’astrologia e perché un qualsiasi effetto astrologico avesse delle ragionevoli possibilità di verificarsi. A dispetto del fatto che abbiamo lavorato con i migliori astrologi (…), malgrado nel corso di tutto l’esperimento sia stato seguito ogni ragionevole suggerimento degli esperti di astrologia da noi consultati, nonostante gli astrologi avessero approvato il protocollo sperimentale e previsto una percentuale del 50% come ‘effetto minimo’ che avrebbe dovuto essere osservato, l’astrologia ha fallito completamente nell’operare a un livello migliore di quello del caso. Testate con la tecnica a doppio cieco, le previsioni degli astrologi hanno dimostrato di essere sbagliate. La connessione prevista fra le posizioni dei pianeti e di altri oggetti astronomici al momento della nascita e la personalità dei soggetti non esiste. L’esperienza senza ombra di dubbio respinge l’ipotesi astrologica”.
Altro da aggiungere non c’è, se non che a favore dell’astrologia non c’è uno straccio di prova che sia una.
Sono arrogante, dici? Non voglio ammettere che c’è qualcosa che la scienza non sa spiegare? L’ho sentita parecchie volte, quest’obiezione. E te la rispedisco al mittente. Se è questo che pensi, per cominciare dimostri di non aver capito niente di ciò che ho appena detto. Siccome l’astrologia non funziona, non c’è proprio nulla da spiegare. E poi no, niente affatto: non ho alcuna difficoltà ad ammettere l’esistenza di innumerevoli fatti non spiegati dalla scienza. Altroché!
La scienza vive di mistero. Non ci fosse, sarebbe finito il piacere dell’indagine. Per cominciare, non sappiamo com’è nata la vita. Abbiamo qualche ipotesi, molto rozza, ma siamo ben lontani da una spiegazione esaustiva. Poi non sappiamo nemmeno che cosa c’è dentro l’universo: il 96 per cento del suo contenuto è formato da materia oscura ed energia oscura. Cioè cose a cui abbiamo dato un nome, ma sulla cui natura brancoliamo (letteralmente) nel buio. E con il mio elenco potrei proseguire per 30 schermate. Ci sono interi libri sul tema “Cose che non sappiamo spiegare”. Ma sai qual è la differenza fra questi misteri e l’astrologia? Che questi sono reali, fondati su osservazioni precise, rigorose, condivise nella comunità scientifica. Mentre l’astrologia è un insieme di convinzioni fondate sul niente. Un’idiozia, insomma.
“Ma io voglio crederci lo stesso”. OK, non c’è problema. Fa’ pure. Padronissimo. Ci mancherebbe. Siamo in democrazia. Libero tu di credere in una cretinata, però libero anch’io di dire che è una cretinata.
Tuttavia, per pietà, risparmiami questa cretinata adesso. Perché lo spumante sì, volentieri, grazie. E anche il panettone. Ma la sfilza di astrologi di Capodanno, televisivi e radiofonici, tutti a descriverci gli eventi dell’anno che viene, tutti sbugiardati dal consuntivo fra dodici mesi, esattamente come l’anno scorso… ecco, quella evitamela, per favore, ché non se ne può più.
P.S per i lettori furibondi: Se vuoi scrivermi per protestare, sii costruttivo. Invece degli insulti sterili all’indirizzo del sottoscritto, proponi piuttosto qualche prova razionale, qualche ricerca statistica rigorosa, qualche evidenza sperimentale. Argomenti, insomma, non fuffa. O altrimenti sta’ zitto, che è meglio. E qui non tira aria per te.
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