Stukhtra
Nuova luce su Orione

di Marco Cagnotti

Hai appena comprato il telescopio nuovo: che cosa punti per cominciare? Mettiamo che sia inverno e non te ne freghi niente né dei pianeti né della Luna. Allora, che cosa punti? Non ci vuole molta fantasia: la Nebulosa di Orione (M42) è irresistibile. La stessa pensata l’hanno fatta gli scienziati che si occupano di VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy), il più grande telescopio dedicato alla mappatura del cielo nell’infrarosso. E hanno ottenuto un’immagine stupefacente. M42 è bella sempre. Anche nelle fotografie in luce visibile. Anche nella semplice osservazione visuale. Ma è nell’infrarosso che rende di più. Ecco perché VISTA, progettato proprio per mappare il cielo a largo campo nell’infrarosso ed entrato in servizio nel dicembre del 2009, ha scelto M42 come target fra i primi.





Installato dall’ESO sul Cerro Paranal (dove si trova anche il Very Large Telescope, per intenderci sulle qualità del posto), in Cile, VISTA ha un’apertura di tutto rispetto: ben 4,1 metri. Ed è studiato proprio per riprendere il cielo a largo campo. Infatti di solito le immagini raccolte con i grandi telescopi sono in realtà dei collage di riprese molto più ristrette. Ecco, VISTA invece no, VISTA non fa così. Se fa una foto (foto si per dire…), la fa tutta intera e su un’area molto vasta. Come quella della Nebulosa di Orione, per esempio. E la fa nell’infrarosso, ossia in un settore dello spettro elettromagnetico in cui l’occhio umano non è sensibile, ma nel quale succedono anche cose molto interessanti. Per esempio l’emissione di gas eccitati dalla radiazione proveniente da stelle molto giovani.



Ecco dunque M42 nell’immagine raccolta da VISTA e appena resa pubblica: un bell’esempio delle potenzialità dello strumento. Nel confronto con un’analoga immagine nel visibile, solo in apparenza quella di VISTA sembra dire di meno. In realtà dice di più e lo dice meglio, specie se si vanno a guardare i dettagli.





A 1.350 anni-luce da noi, la Nebulosa di Orione è una vera e propria nursery stellare. Nel suo cuore si trovano le quattro stelle del famoso Trapezio. Giovani e caldissime (alcune decine di migliaia di gradi), emettono soprattutto nell’ultravioletto e, eccitando il gas circostante, lo fanno brillare nell’infrarosso. Sono le più note, ma non sono le uniche. Il sensibile “occhio” di VISTA ne ha scovate parecchie altre nei paraggi del centro di M42.

Nell’area superiore dell’immagine si trova un’area rossastra che è visibile solo nell’infrarosso. Di nuovo, gas in emissione. Di nuovo, la causa va cercata nella presenza di stelle giovanissime. Questi però sono astri ancora in una fase di accrescimento che scaraventano nello spazio getti di gas fino a 700 mila chilometri all’ora. Le strutture rossastre che li circondano sono le regioni in cui i getti collidono con il gas della nebulosa e lo costringono a brillare nell’infrarosso (ma va?). Tutto pane per i denti di VISTA.

E poi? Poi mica finisce qua. Poi c’è tutto il resto del cielo. Anche tu, del resto, parti da M42 e poi ti allarghi, no?