di Marco Cagnotti
Hai appena comprato il telescopio nuovo: che cosa punti per cominciare? Mettiamo che sia inverno e non te ne freghi niente né dei pianeti né della Luna. Allora, che cosa punti? Non ci vuole molta fantasia: la Nebulosa di Orione (M42) è irresistibile. La stessa pensata l’hanno fatta gli scienziati che si occupano di VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy), il più grande telescopio dedicato alla mappatura del cielo nell’infrarosso. E hanno ottenuto un’immagine stupefacente.

di Marco Cagnotti
Sale. Pian piano sale. E comincia a dominare il cielo. Orione il cacciatore è la più bella e la più facile da riconoscere fra le costellazioni invernali. E’ semplice: becchi quelle tre stelle in fila, poi appena sopra ce ne sono altre due, di cui una brillante e rossa, e appena sotto altre due ancora. La vedi la forma a clessidra, o a calice? Ecco, quello è Orione: sopra le spalle, sotto le gambe, le tre stelle in fila a formare la cintura. Proprio sotto la cintura, quella nebulosità in apparenza penzoloni è la spada (risparmia le battute di cattivo gusto sul penzoloni sotto la cintura, per favore). M42 è il suo codice nel catalogo di Messier. E’ una nube di gas a 1.300 anni-luce, nella quale sta nascendo una miriade di stelle.
Ora guarda le stelle agli estremi opposti. In basso a destra c’è Rigel, brillante e azzurra. E’ una supergigante a 800 anni-luce da noi. Fosse vicina come Sirio, brillerebbe nel nostro cielo 9 volte più di Venere. Sposta lo sguardo in alto a sinistra: ancora più luminosa, ma rossa, c’è Betelgeuse. Supergigante pure lei, ma di tipo spettrale opposto. Fosse al posto del Sole, inghiottirebbe Marte e, com’è ovvio, anche la Terra.