di Amedeo Balbi
Sono due giorni che cerco di capire cosa penso di Avatar, e sono un po’ in difficoltà. In realtà, mi dà fastidio il fatto stesso di essere combattuto, di non riuscire a scrivere semplicemente, senza riserve, che Avatar è…
di Amedeo Balbi
Sono due giorni che cerco di capire cosa penso di Avatar, e sono un po’ in difficoltà. In realtà, mi dà fastidio il fatto stesso di essere combattuto, di non riuscire a scrivere semplicemente, senza riserve, che Avatar è…
di Marco Cagnotti
I Cinesi: se non esistessero, bisognerebbe inventarli. Laboriosi, ingegnosi, modesti, precisi e di poche pretese. Nell’attesa che freghino definitivamente la manodopera occidentale (noi compresi), godiamoci i loro prodotti a basso costo. Anche fra i telescopi.
Cartine e astrolabi: io ho cominciato così. Durante la notte, nel freddo e nell’umidità, con una torcia rossa, o guardavi su o guardavi giù: non c’erano alternative. Il cielo era quello vero oppure quello delle mappe. Sì, c’era anche la possibilità del planetario. Tante grazie, ma se vivi in un posto dove il planetario non c’è… come diavolo fai?
Ancora e sempre la torre d’avorio. Sembra impossibile, in un’epoca in cui la comunicazione sembra essere diventata la ragion d’essere di ogni attività (pure troppo: a volte ci si interroga sull’utilità di una facoltà dedicata solo alla comunicazione…). Eppure ancora troppi scienziati disdegnano la divulgazione delle proprie scoperte, idee, ipotesi.
di Marco Cagnotti
Ma chi era davvero quello che tutti consideriamo “il padre dell’astronomia moderna”? I clericali ne hanno sempre messo in evidenza i difetti, i laicisti l’hanno trasformato in un intoccabile santino del libero pensiero. Ma lui era soltanto un uomo, con i suoi meriti e i suoi limiti. Odifreddi, schierato com’è sul fronte laico, potrebbe essere accusato di un’idealizzazione di Galileo. Questo libro dimostra invece un meritevole equilibrio. Perché sì, certo, non risparmia le rampogne alla Chiesa, ma d’altro canto neppure esita a descrivere le meschinerie, la presunzione, gli errori comunicativi, perfino l’ottusità scientifica di Galileo. Sempre preciso, puntuale, documentato: un libro che davvero lascia parecchio.
di Marco Cagnotti
Un altro: ancora un pamphlet contro le superstizioni. Se ne sente il bisogno, non dico di no. Solo che, se fossero più convincenti, più argomentati, questi pamphlet sarebbero anche più efficaci. Invece niente. Anche questo… è grazioso, mica lo nego. Gradevoli i giochi di parole e i calembour. Ma c’è poco altro, al di là del sarcasmo. Fra le superstizioni non se ne salva una: dall’astrologia al cattolicesimo, dalla pubblicità alla psicanalisi, Neuburg non guarda in faccia nessuno. Peccato però che si perda fra imprecisioni, errori e buonsenso che diventa luogo comune. Qualche ora di sorrisi: non lascia niente di più.
di Marco Cagnotti
Non si esagera sostenendo che la grande rivoluzione degli ultimi cinque anni è rappresentata dagli smartphone. La potenza di calcolo fino a pochi anni fa intrappolata sulle scrivanie, o al massimo nella borsa del portatile, oggi sta tutta in una tasca. Insieme alla connettività: dal Web all’email, dai feed RSS fino ai filmati di YouTube, in qualsiasi momento possiamo collegarci col resto del pianeta. Che fare di tutto ‘sto bendiddio?

di Marco Cagnotti
Adesso sai tutto. Ma proprio tutto tutto. Sono anni che pascoli nei campi celesti. Per te non c’è anfratto sulla superficie lunare che abbia segreti, né allineamento fra le stelle del Leone che tu non abbia seguito per arrivare a quella remota galassia. I più delicati ghirigori delle nebulose tu li hai visti sotto i cieli più limpidi. Come se non bastasse, ti sei pure tolto lo sfizio di fotografarli e poi di taroccare le immagini per far emergere le velature più deboli. Hai estratto splendide immagini planetarie dai filmati raccolti con la webcam. Hai bazzicato Star Party e convegni. Insomma, sei un esperto coi fiocchi e i controfiocchi. E allora, per curiosità, sfoglia anche questo libro. Vedrai che ci sarà ancora qualcosa da imparare.