di Marco Cagnotti
In California c’è un enorme palazzo, alto dieci piani e vasto come tre campi di calcio. E’ zeppo di macchinari sofisticatissimi, costati miliardi di dollari. Occupa centinaia di scienziati e di ingegneri. E tutti lavorano intorno al nucleo, grande quanto un granello di pepe. Ma in quel granello di pepe c’è forse il segreto della fusione nucleare, la fonte di energia che sostiene le stelle per miliardi di anni. E che forse potrebbe diventare realtà sulla Terra già entro quest’anno.
di Marco Cagnotti
Che possa far male alla salute, provocando tumori alla pelle se in spiaggia non si fa uso di creme opportune, lo sanno tutti. Che però possa anche danneggiare la nostra civiltà è cosa che stupisce i più. Ma come? Il Sole, fonte principale di energia per il pianeta, è indispensabile per la civiltà. Gli Antichi l’hanno perfino divinizzato. Certo, finché sta bravo. Quando però dà fuori (letteralmente) il discorso cambia. Purtroppo è impossibile, almeno per ora, sapere quando il Sole diventa pericoloso. Bisogna indagare, studiare, osservare. Allo scopo servirebbe un altro Osservatorio spaziale. Ebbene, eccolo: infatti parte domani (salvo rinvii dell’ultimo minuto) il Solar Dynamics Observatory della NASA.

Vuoi la certezza che nessuna nube guastafeste arriverà a rovinarti lo spettacolo dell’eclisse? Ecco la soluzione: vai oltre la nube. Non in cima a una montagna, ma molto, molto più su: nello spazio. Bel sogno, eh? Non potendo realizzarlo di persona, almeno ti puoi affidare agli Osservatori spaziali. Come Proba-2, dell’ESA, che ha ripreso la splendida eclisse anulare del 15 gennaio scorso, la più lunga del Terzo Millennio.
Cortesia immagine: ESA
Considerazioni, tra il serio e il faceto, sul perché e sul come osservare il Sole da malati, cioè con occhi diversi da quelli della sana gente comune.

di Mario Gatti
Questa è una storia che parte da lontano. Quand’ero bambino, quindi circa quattro cicli solari fa (fermi, non smettete subito di leggere dandomi del matto, abbiate fiducia e proseguite… perché vuol dire più o meno quasi mezzo secolo fa), mio padre mi regalò un libro di astronomia, o meglio di divulgazione astronomica, come diremmo giustamente noi oggi.
Stessa ora, nuovo giorno: dov’è il Sole? Se si escludono i distratti concentrati soltanto sulle modeste faccende terrene, tutti si accorgono del diverso cammino apparente del Sole in cielo durante l’anno: sorge a nordest e tramonta a nordovest in estate, è più basso sull’orizzonte in inverno. Ma quanto basso? E si troverà poi sempre nella stessa posizione? La risposta è “No”. A parità di ora, il Sole nel corso dell’anno percorre una curva chiamata “analemma”. Per illustrarla con una foto, ci vuole un anno di pazienza, appunto, e di precisione nello stazionamento della macchina fotografica. Proprio quella di Cenk E. Tezel and Tunç Tezel, capaci di produrre quest’immagine complessiva fra il 2005 e il 2006 e di inserirci perfino l’aclisse del 29 marzo 2006, visibile dalla Turchia.
Cortesia: Cenk E. Tezel, Tunç Tezel (TWAN)
Fonte: APOD
New measurements from a NASA satellite show a dramatic cooling in the upper atmosphere that correlates with the declining phase of the current solar cycle. For the first time, researchers can show a timely link between the Sun and the climate of Earth’s thermosphere, the region above 100 km, an essential step in making accurate predictions of climate change in the high atmosphere.
di Marco Cagnotti
Era ora. Non se ne poteva più. Dopo mesi… no, anni, piuttosto… di attività praticamente insignificante, il ciclo solare è ripartito. Sembra, almeno. Infatti da alcuni giorni è apparso un bel gruppo di macchie nell’emisfero solare settentrionale. Non è enorme, nulla di paragonabile ai gruppi giganti presenti con continuità all’apice di un massimo solare. Però è grande dieci volte la Terra e fa la sua bella figura in quest’epoca di assenza quasi totale di macchie (a parte alcune insignificanti caccoline nei mesi scorsi). Insomma, un gruppo che finalmente dà soddisfazione agli osservatori solari.
